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	<title>ilpungolo.com &#187; Ada Meloni</title>
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	<description>Siamo tutti in una fogna, ma noi guardiamo le stelle</description>
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		<title>Un referendum contro le moschee?</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 15:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ada Meloni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 29 novembre la Confederazione Elvetica è andata  alle urne per decidere se vietare la costruzione di minareti  sul territorio nazionale. Il referendum proposto voluto dalla destra ha sollevato un dibattito molto acceso anche a causa degli slogan e dei manifesti usati dai promotori, giudicati razzisti. Ciononostante ha vinto con larga maggioranza.
Secondo Le Temps, giornale di Ginevra, i  musulmani in Svizzera sono circa 400mila, solo il 6 per cento viene da paesi arabi e appena il 10-15 per cento rispetta i precetti religiosi. Infatti, molti musulmani  vengono da paesi fortemente laici come Bosnia, Kosovo, Macedonia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-43" title="ada_meloni" src="http://www.ilpungolo.com/wp-content/uploads/2009/10/ada_meloni.jpg" alt="ada_meloni" width="130" height="150" />Il 29 novembre la Confederazione Elvetica è andata  alle urne per decidere se vietare la costruzione di minareti  sul territorio nazionale. Il referendum proposto voluto dalla destra ha sollevato un dibattito molto acceso anche a causa degli slogan e dei manifesti usati dai promotori, giudicati razzisti. Ciononostante ha vinto con larga maggioranza.<br />
Secondo Le Temps, giornale di Ginevra, i  musulmani in Svizzera sono circa 400mila, solo il 6 per cento viene da paesi arabi e appena il 10-15 per cento rispetta i precetti religiosi. Infatti, molti musulmani  vengono da paesi fortemente laici come Bosnia, Kosovo, Macedonia e Turchia e infine la maggior parte di loro, più della metà, ha meno di 25 anni.<br />
Con l’eccezione di alcuni leader della comunità, i musulmani in Svizzera sono particolarmente discreti riguardo alla loro religione e sono poco inclini a considerarla una questione pubblica. Dato che per la maggior parte si tratta di giovani, hanno un’adesione alla religione abbastanza discontinua. Un quadro molto diverso, dunque, da quello tratteggiato dai sostenitori del sì, che hanno dipinto i musulmani come degli integralisti lanciati alla conquista del territorio svizzero. “Certamente l’islam diventa una maniera di ritrovare la propria identità di fronte alle difficoltà e alle sfide dell’immigrazione. Quando i genitori vedono che a scuola i loro figli subiscono l’influenza della cultura cristiana, cercano con la religione di riaffermare i loro valori”, spiega Le Temps.<br />
Come saranno i musulmani di domani? Influenzati dall’Arabia Saudita? O da paesi come la Turchia? “Molto dipenderà dall’intelligenza della politica e dal modello d’integrazione che le autorità svizzere sapranno proporre. Una cosa è certa: vietare la costruzione di moschee non aiuterà”, conclude il giornale.<br />
Quindi il minareto è visto come simbolo e strumento di potere islamico  e la sua esistenza stessa indurre ad invasioni e  atti terroristici .<br />
Non posso fare a meno di pensare a scenari  ludici tipo ”risiko” con minareti al posto di carri armati posizionati strategicamente  e  casette e alberghi con mezzaluna ‘n coppa  acquistati da sceicchi   e nababbi  a monopoli.<br />
E penso alla  “civilissima”  svizzera disseminata di manifesti, orrendi peraltro,  con queste inquietanti  figure sepolte da un burqa  nero pece.<br />
Ottimo effetto scenico , che ha sortito il risultato voluto, risalente all’infanzia, di tornare  alla paura dei mostri e dei lupi e di fantomatici crudeli uomini neri.<br />
Una volta superati i traumi infantili siamo stati ricondotti nelle tenebre dalla  destra svizzera, e non solo purtroppo.  Perché ovviamente la destra italiana, a corto di idee fantasiose, ha subito risposto con plausi ed encomi.</p>
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		<title>Adozioni: quale futuro?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 09:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ada Meloni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo su Internazionale che in Francia un tribunale amministrativo ha stabilito che una donna nubile omosessuale può adottare un bambino, ratificando il richiamo della Corte europea. Evviva.
Questa decisione annulla totalmente quella di un altro tribunale che per due volte aveva negato alla donna la possibilità di adottare un bambino. Il tribunale europeo per i diritti dell’uomo aveva bocciato le sentenze e richiamato la Francia. Nel paese è infatti previsto che un single o una coppia si possano candidare all’adozione di un minore e l’orientamento sessuale delle persone, secondo la Corte europea, non è un buon motivo per escludere qualcuno dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-43" title="ada_meloni" src="http://www.ilpungolo.com/wp-content/uploads/2009/10/ada_meloni.jpg" alt="ada_meloni" width="130" height="150" />Leggo su Internazionale che in Francia un tribunale amministrativo ha stabilito che una donna nubile omosessuale può adottare un bambino, ratificando il richiamo della Corte europea. Evviva.</p>
<p>Questa decisione annulla totalmente quella di un altro tribunale che per due volte aveva negato alla donna la possibilità di adottare un bambino. Il tribunale europeo per i diritti dell’uomo aveva bocciato le sentenze e richiamato la Francia. Nel paese è infatti previsto che un single o una coppia si possano candidare all’adozione di un minore e l’orientamento sessuale delle persone, secondo la Corte europea, non è un buon motivo per escludere qualcuno dalla pratica.</p>
<p>Con conseguente scatenarsi di un dibattito sull’omoparentalità in Francia e sull’adozione per le coppie omosessuali .</p>
<p>Negli Stati Uniti, intanto, è stato pubblicato uno studio sui figli delle coppie omosessuali che dimostra che i bambini cresciuti in famiglie con genitori dello stesso sesso sono più aperti e flessibili degli altri.</p>
<p>Negli USA, questa realtà è ben più radicata (sono 270mila i bambini che vivono con i genitori dello stesso sesso, le cui unioni sono protette da leggi ad hoc)</p>
<p>Le ricerche di Abbie E. Goldberg, professoressa di psicologia alla Clark university dimostrano come tutti i pregiudizi contro la genitorialità delle coppie omosessuali siano smentiti dalla realtà e dai dati raccolti da sociologi e psicologi.</p>
<p>“Gli studi sui figli delle coppie omosessuali dimostrano che non ci sono molte differenze con i figli degli eterosessuali. Sono ben inseriti a scuola, hanno molti amici e non sono maggiormente soggetti a disturbi psichici. Soprattutto non sembrano soffrire di nessun tipo di disorientamento sessuale, né si sentono essi stessi gay per il fatto di essere figli di gay”.</p>
<p>Ci sono dati che mostrano che questi bambini tendono a essere più anticonvenzionali e flessibili, soprattutto per quanto riguarda i ruoli familiari e sociali. Pare che  le coppie di persone dello stesso sesso trasmettano ai loro figli meno cliché sui ruoli parentali e meno pregiudizi di genere.</p>
<p>E’ un argomento che in Italia è fuori da ogni concezione, per la consueta dipendenza dal Vaticano e  per  il fatto innegabile che siamo un paese.</p>
<p>Tradizionalmente i paesi nordici (in questo caso la Francia che dalla Rivoluzione Francese in poi  si   è evoluta con meno fatica di noi quando si tratta di battaglie civili) e negli ultimi anni  anche la Spagna,  sono più all’avanguardia di noi .</p>
<p>Li invidio profondamente  ogni qualvolta  un fatto come questo sconfigge l’ipocrisia dilagante e il cieco perbenismo.</p>
<p>Seguo la questione con attenzione da molti anni  (in qualche modo ho la sensazione che prima o poi mi toccherà da vicino e avrò un interesse concreto) e mi si è riproposta per la centesima volta almeno nella mia vita, da quando  Ignazio Marino nella campagna elettorale per le primarie  (forse uso impropriamente il termine campagna elettorale) ha manifestato l’intenzione di concedere anche ai single (attenzione:  non mi pare si sia spinto fino alle coppie gay) il diritto di adozione.</p>
<p>Dato per assunto che sono d’accordo sul risultato dello studio secondo il quale c’è tendenza alla maggiore flessibilità e apertura  mentale  dei bimbi adottati da gay (o in generale che abbiano contatti umani con essi), e sul fatto  che non necessariamente i figli educati da una coppia omosessuale siano gay (non sono forse i gay anch’essi figli  di etero?), mi sorgono mille domande. La prima, fondamentale , è di carattere pratico: se un single  (o  in un futuro avveniristico e fantascientifico per quanto riguarda l’Italia, una coppia gay) entrasse  in graduatoria,  con quali criteri e con quale procedure riuscirebbe ad acquisire un ipotetico punteggio sufficiente a non rimanere a fondo lista e a non essere continuamente superato da coppie con i requisiti classici ?</p>
<p>Presupponendo che la domanda è   già superiore all’offerta e che già ora una  coppia classica si sottopone a dissezioni  imbarazzanti   della propria vita  prima che un bimbo  le venga assegnato in adozione o in affidamento, non posso fare a meno di chiedermi cosa succederebbe da noi ,  e cosa succederà in Francia per esempio per eseguire la sentenza.</p>
<p>Da single potenziale soggetto con intenzioni adottive, mi chiedo quanto tollererei,  se fossi accoppiata, che un single mi surclassasse.</p>
<p>Traslo la domanda  in un altro caso : dopo quante coppie sposate legalmente ,  una coppia stabile ma non legata da vincoli  formali  otterrebbe il diritto concreto di  adozione ?  E così via se io fossi una coppia di fatto rispetto a una coppia omosessuale.</p>
<p>Sarà prevista una sorta di pari opportunità ?</p>
<p>Temo tristi degenerazioni quali una  spartizione delle creature non assegnate in quanto soggetti  difficili,  o rifiutate da coppie legittime per età non sufficientemente imberbi.</p>
<p>Anzi, sono letteralmente terrorizzata da  traffici di questa sorta.   Sono letteralmente  combattuta, pur contro il mio interesse,  su questo argomento e  questo dissidio interiore continua a essere irrisolto.</p>
<p>Il diritto del soggetto gay o single è innegabile  a livello teorico, ma non riesco a fare a meno di chiedermi quanto nella realtà tutto questo possa essere soggetto a strumentalizzazioni. Conto sull’ulteriore  evoluzione , spero imminente, di una società civile a cui per il momento non mi sento di appartenere.</p>
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		<title>Pensiero Natalizio</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 09:50:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ada Meloni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi chiedo se  sia più temibile il  premier che  straparla o le azioni che seguono alle sue fantasiose teorie.
Quei  tanto ostentati fatti basati su accurate valutazioni della situazione economica o semplicemente sulla smania di riportare l&#8217;attenzione sulla magnificenza del suo ego.
Ora, dopo che  è  calato un po&#8217; il sipario sulle sue prestazioni da sex symbol,  torna ad assecondare  Confindustria già tradizionalmente sostenitrice ma negli ultimi tempi  un po&#8217; dimenticata  a causa  dei più recenti eventi di natura più o meno morbosa, con la meravigliosa idea dell&#8217;abolizione dell&#8217;IRAP. Subito dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-43" title="ada_meloni" src="http://www.ilpungolo.com/wp-content/uploads/2009/10/ada_meloni.jpg" alt="ada_meloni" width="130" height="150" />Mi chiedo se  sia più temibile il  premier che  straparla o le azioni che seguono alle sue fantasiose teorie.</p>
<p>Quei  tanto ostentati fatti basati su accurate valutazioni della situazione economica o semplicemente sulla smania di riportare l&#8217;attenzione sulla magnificenza del suo ego.</p>
<p>Ora, dopo che  è  calato un po&#8217; il sipario sulle sue prestazioni da sex symbol,  torna ad assecondare  Confindustria già tradizionalmente sostenitrice ma negli ultimi tempi  un po&#8217; dimenticata  a causa  dei più recenti eventi di natura più o meno morbosa, con la meravigliosa idea dell&#8217;abolizione dell&#8217;IRAP. Subito dopo l’exploit geniale dello scudo fiscale. Ottimo, che gran prova da statista.</p>
<p>La copertura finanziaria non è dato sapere da dove si possa ricavare, visto che l’IRAP è di competenza regionale  e fa fronte normalmente alle spese sanitarie pubbliche.</p>
<p>Tutto questo è irrilevante , a quanto pare. Problemi che sarà poi Tremonti a dover affrontare, il quale, per inciso, non ha idea di come farvi fronte e prende le distanze. Sotto la ventilata minaccia  di essere sostituito da Draghi.</p>
<p>Nel frattempo gli industriali esultano. Ed è quello che conta, mantenerne la loro accondiscendenza  e il loro  sostegno incondizionato.</p>
<p>E come al solito i pensionati e gli  operai (a cui è appena  stato rinnovato un contratto con i soliti miseri aumenti lasciati cadere dall’alto dalla Confindustria di cui sopra), gli insegnanti precari e non, i lavoratori atipici continuano a essere ignorati .<br />
Tranne quando si pensa a loro per i tagli sull’assistenza sanitaria e sulla pubblica istruzione.<br />
Forse addirittura meglio quando passano inosservati.</p>
<p>Tutto questo affinché  alcuni imprenditori  continuino beatamente a mantenere il loro tenore di vita, nonostante siano stati già privilegiati dall’attuazione dello scudo fiscale con cui secondo il nostro improvvisato premier economista si dovrebbe coprire l’ammanco di cassa dovuto all’abolizione dell’IRAP .</p>
<p>Ma mi sono persa  qualcosa o   abbiamo Babbo Natale  al governo? Sembra che tutto  sia un gioco,  un’improvvisazione teatrale, ogni cosa trattata con leggerezza, senza un minimo di strategia  né nelle parole sparate a raffica per vedere l’effetto che fa, e peggio ancora nelle azioni  che più che sconsiderate non possono essere definite.</p>
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