<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ilpungolo.com &#187; Alessandro Intropido</title>
	<atom:link href="http://www.ilpungolo.com/author/alessandrointropido/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ilpungolo.com</link>
	<description>Siamo tutti in una fogna, ma noi guardiamo le stelle</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Feb 2010 10:10:23 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Credo con certezza!</title>
		<link>http://www.ilpungolo.com/credo-con-certezza/</link>
		<comments>http://www.ilpungolo.com/credo-con-certezza/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 08:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Intropido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpungolo.com/?p=137</guid>
		<description><![CDATA[Ne “Il Codice da Vinci” storia e leggenda sono abilmente disposti per comporre l’avvincente narrazione di Dan Brown, tanto bravo da far apparire vero ciò che non lo è. Non racconta verità storiche, ma narra una storia da lui scritta: è un’opera d’ingegno. Il contesto storico è adoperato con arguzia per conquistare il lettore e trascinarlo in un percorso avventuroso alla ricerca della soluzione di un mistero. Da questo punto di vista è un’opera degna di rispetto perché scuote la coscienza del lettore e in alcuni fortunati casi lo stimola fino alla consultazione ed alla verifica delle fonti dalle quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-63" title="Alessandro_Intropido" src="http://www.ilpungolo.com/wp-content/uploads/2009/10/Alessandro_Intropido.jpg" alt="Alessandro_Intropido" width="120" height="160" />Ne “Il Codice da Vinci” storia e leggenda sono abilmente disposti per comporre l’avvincente narrazione di Dan Brown, tanto bravo da far apparire vero ciò che non lo è. Non racconta verità storiche, ma narra una storia da lui scritta: è un’opera d’ingegno. Il contesto storico è adoperato con arguzia per conquistare il lettore e trascinarlo in un percorso avventuroso alla ricerca della soluzione di un mistero. Da questo punto di vista è un’opera degna di rispetto perché scuote la coscienza del lettore e in alcuni fortunati casi lo stimola fino alla consultazione ed alla verifica delle fonti dalle quali l’autore ha attinto per il suo racconto.<br />
In Italia non accade lo stesso: nel film “Barbarossa”, tra le scene sanguinarie di soldati arrostiti, corpi macellati e la propaganda politica nessuno spiega che Alberto da Giussano è un personaggio leggendario del XII secolo di cui si trova menzione in un pergamena risalente al 1196 (venti anni dopo la battaglia di Legnano): un tal Alberto de Gluxano, ma non vi è traccia del valoroso condottiero lombardo, si tratta di un elenco di nomi di postulanti che si appellavano a Papa Celestino III contro una sentenza dell’arcivescovo di Milano. Nel film non vi è nemmeno traccia di un avvenimento realmente avvenuto, sanguinario e tragico come vorrebbe essere questa pellicola: l’assedio e la distruzione della città Crema del 1159 per volere dell’imperatore Federico I Hohenstaufen. Durante i lunghi mesi dell’assedio le truppe imperiali appesero i prigionieri cremaschi alle macchine d’assedio confidando nella pietà degli assediati per i loro concittadini, ma lo stratagemma fallì ed oggi si ricorda ancora la “Strage degli ostaggi cremaschi”. Crema fu distrutta perché alleata di Milano e loro nemici erano i comuni di Lodi, Pavia, Como e Cremona che chiesero l’intervento dell’Imperatore del Sacro Romano Impero proprio per contrastare l’espansione di Milano.<br />
Quanta tristezza nel constatare che la gente ha perso il senso critico e accetta ogni cosa senza porsi il problema di comprendere ciò che è storia e ciò che è leggenda. L’incapacità di discernere il vero dal falso. Non c’è da stupirsi se ancora oggi si crede agli oroscopi, alla chiromanzia, alla chiaroveggenza, agli amuleti e si dilapidano i risparmi  di una vita per le pozioni magiche o il miraggio di ricevere i numeri vincenti di Lotto, Superenalotto e chimere di altro genere.<br />
Gli eroi dell’Italia non sono quelli leggendari che non trovano riscontro nelle fonti storiografiche, celebrati da chi la Storia non la conosce o la vuole manipolare. L’Italia migliore e quella degli umili che hanno lavorato con le loro mani, che si sono presi cura della terra, delle bestie, che hanno imparato un mestiere da piccoli, educati all’impegno ed al sacrificio (purtroppo anche a suon di botte). Gli italiani di Ermanno Olmi ne “L’albero degli zoccoli” sono il miglior esempio di quell’umanità che sta scomparendo. Senza spade, senza arroganza, senza sgozzare nessuno stanno al mondo e vivono con quella dignità di chi è consapevole di avere poco, ma non esita a dividerlo con chi ha ancora meno. L’umiltà di fare il proprio mestiere onestamente, l’orgoglio di prendersi cura dei propri cari, figli, moglie, fidanzata, fratelli e sorelle anche rischiando di essere cacciati come il contadino Battistì, il quale non avendo denaro decide di tagliare un albero per fabbricare un paio di zoccoli nuovi per il figlioletto Mènec. Il padrone, impietoso, lo caccia assieme a tutta la famiglia subito dopo aver scoperto l’illecito taglio dell’albero.<br />
Gli eroi sono tutti coloro che si amano e stanno insieme, nonostante tutto, nonostante  le difficoltà quotidiane, le cattiverie e l’ignoranza, nonostante l’arroganza di chi si crede migliore, nonostante la sconfitta e le delusioni. Gli eroi sono tutti coloro che con un umile contributo preservano l’umanità: quel sentimento pietoso che ci rende liberi dalle seduzioni del male e ci distingue dalle bestie primitive. Quante analogie con la condizione di chi oggi soffre come soffrivano gli uomini di duemila anni fa, ma come tutti gli anni si rinnova l’augurio di un avvenire migliore.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpungolo.com/credo-con-certezza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nessuno pensa ai diritti dei cittadini stranieri onesti?</title>
		<link>http://www.ilpungolo.com/nessuno-pensa-ai-diritti-dei-cittadini-stranieri-onesti/</link>
		<comments>http://www.ilpungolo.com/nessuno-pensa-ai-diritti-dei-cittadini-stranieri-onesti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 09:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Intropido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpungolo.com/?p=109</guid>
		<description><![CDATA[A Coccaglio, piccolo centro in provincia di Brescia, il 25 ottobre è iniziata l’operazione “White Christmas” e terminerà il 25 dicembre. La giunta leghista ha deciso di controllare i cittadini stranieri residenti con permesso di soggiorno scaduto da sei mesi: se non hanno avviato le pratiche di rinnovo la residenza viene revocata loro d’ufficio. Il controllo prevede una lettera di avviso e la successiva ispezione effettuata dalla polizia locale. In questo comune la presenza di cittadini stranieri è passata, in dieci anni, dai 177 del 1998 ai 1562 del 2008. Lavorano nei cantieri edili tra le provincie di Bergamo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-63" title="Alessandro_Intropido" src="http://www.ilpungolo.com/wp-content/uploads/2009/10/Alessandro_Intropido.jpg" alt="Alessandro_Intropido" width="120" height="160" />A Coccaglio, piccolo centro in provincia di Brescia, il 25 ottobre è iniziata l’operazione “White Christmas” e terminerà il 25 dicembre. La giunta leghista ha deciso di controllare i cittadini stranieri residenti con permesso di soggiorno scaduto da sei mesi: se non hanno avviato le pratiche di rinnovo la residenza viene revocata loro d’ufficio. Il controllo prevede una lettera di avviso e la successiva ispezione effettuata dalla polizia locale. In questo comune la presenza di cittadini stranieri è passata, in dieci anni, dai 177 del 1998 ai 1562 del 2008. Lavorano nei cantieri edili tra le provincie di Bergamo e di Brescia, alla nota Bialetti, alla Scab, nelle aziende artigiane e nelle officine meccaniche. Oggi la “crisi” ha ridotto le opportunità di lavoro e molti sono a casa, proprio come gli italiani. Nel caso della giunta comunale di Coccaglio sono convinto che si tratti di una trovata folkloristica anche se le ispezioni sono vere e mi chiedo cosa accadrà veramente a chi non sia risultato in regola con i documenti.<br />
Ho contattato un caro amico italiano che vive da molti anni a Coccaglio e la sua testimonianza è di solidarietà per i cittadini stranieri e la sincera affermazione che non si tratta di un paese di xenofobi e intolleranti. Molti non sono concordi con il provvedimento adottato dal primo cittadino e nei metodi: bussare a casa la sera per eseguire l’accertamento ricorda i tristi spettri del passato.<br />
Tuttavia si dimenticano tutti quei cittadini stranieri che per avere il permesso di soggiorno, la carta di soggiorno ed i rinnovi, sostengono lunghe file e fissano appuntamenti presso gli uffici delle Questure. Non è giusto che i cittadini che affrontano numerosi sacrifici per essere “in regola”, debbano essere trattati alla pari di coloro che invece ignorano le leggi che regolano il soggiorno in Italia. Ci sono legislazioni analoghe in tutta Europa. Conosco per esperienza diretta la lunga trafila per i documenti e le difficoltà che si incontrano quando si migra in un altro paese. I documenti, l’alloggio, il lavoro, il riconoscimento del titolo di studio, il pregiudizio della gente e le difficoltà nell’apprendere la lingua. Chi non ha mai messo il naso fuori dal proprio paese d’origine non può capire e una delle principali delusioni è proprio quella di essere una persona onesta trattata alla stregua di un delinquente comune.<br />
Io sono a favore dei controlli e del rispetto della legge, quindi ben vengano e che ci siano tutto l’anno, ma non bisogna dimenticare che anche gli italiani devono essere controllati: chi sfrutta il lavoro irregolare e chi affitta a caro prezzo appartamenti non a norma spesso è un cittadino italiano. Non ci sono cittadini onesti e cittadini disonesti in base alla bandiera, ma in base al proprio comportamento.<br />
In Inghilterra Gordon Brown è determinato a limitare l’afflusso di medici provenienti da paesi non europei e nessuno lo accusa di xenofobia. L’immigrazione non è un problema, è una realtà da affrontare con intelligenza e senza ipocrisie altrimenti il risultato di una politica demagogica sarà ancora la discriminazione e l’intolleranza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpungolo.com/nessuno-pensa-ai-diritti-dei-cittadini-stranieri-onesti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In Italia si dimentica l&#8217;Eurofestival, in Europa si ricorda la Storia.</title>
		<link>http://www.ilpungolo.com/in-italia-si-dimentica-leurofestival-in-europa-si-ricorda-la-storia/</link>
		<comments>http://www.ilpungolo.com/in-italia-si-dimentica-leurofestival-in-europa-si-ricorda-la-storia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 08:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Intropido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpungolo.com/in-italia-si-dimentica-leurofestival-in-europa-si-ricorda-la-storia/</guid>
		<description><![CDATA[Dal 1956 esiste l’Eurofestival più conosciuto all’estero come Eurovision Song Contest. Il Festival di Sanremo ispirò questa manifestazione, ma in Italia il concorso si tenne due volte: a Napoli nel 1965 e a Roma nel 1991. La prossima edizione del 2010 sarà disputata a Oslo in Norvegia grazie alla vittoria di Alexander Rybak dell’edizione 2009 a Mosca.
Alla prima edizione del 1956 in Svizzera parteciparono sette paesi europei: il Belgio, la Francia, la Germania Ovest, l’Italia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi e la Svizzera. Nelle edizioni successive i partecipanti aumentarono fino ad ospitare paesi non europei come Israele e il Marocco.
In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-63" title="Alessandro_Intropido" src="http://www.ilpungolo.com/wp-content/uploads/2009/10/Alessandro_Intropido.jpg" alt="Alessandro_Intropido" width="120" height="160" />Dal 1956 esiste l’Eurofestival più conosciuto all’estero come Eurovision Song Contest. Il Festival di Sanremo ispirò questa manifestazione, ma in Italia il concorso si tenne due volte: a Napoli nel 1965 e a Roma nel 1991. La prossima edizione del 2010 sarà disputata a Oslo in Norvegia grazie alla vittoria di Alexander Rybak dell’edizione 2009 a Mosca.</p>
<p>Alla prima edizione del 1956 in Svizzera parteciparono sette paesi europei: il Belgio, la Francia, la Germania Ovest, l’Italia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi e la Svizzera. Nelle edizioni successive i partecipanti aumentarono fino ad ospitare paesi non europei come Israele e il Marocco.</p>
<p>In seguito alla caduta del muro di Berlino si aggiunsero anche molti paesi dell&#8217;ex blocco sovietico. All’edizione del 2005 hanno partecipato 39 paesi, ma tra questi l’Italia non c’era: l’ultima partecipazione al concorso risale al 1997. Gareggia anche la Repubblica di San Marino, la cui rete televisiva è partecipata dalla RAI. L&#8217;Italia tuttavia sembra continuare a non mostrare interesse per l&#8217;evento e preferisce i cantanti di &#8220;X Factor&#8221; e &#8220;Amici di Maria De Filippi&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Italia ha ottenuto due vittorie, nel 1964 con Gigliola Cinquetti e nel 1990 con Toto Cutugno. L&#8217;Eurofestival in Italia molti lo hanno dimenticato e alle nuove generazioni è sconosciuto. Nel resto d&#8217;Europa invece è ancora un evento e la sua diretta televisiva è la trasmissione &#8220;non sportiva&#8221; più vista nel mondo ad eccezione di Cina e India.</p>
<p>I paesi che partecipano all&#8217;Eurofestival possono selezionare cantanti senza vincoli di nazionalità, come ha fatto la Svizzera nel 1988 con la cantante canadese Céline Dion. Le modalità di selezione sono libere: alcuni paesi eseguono una selezione interna, in altri viene organizzata un&#8217;apposita competizione.</p>
<p>Le canzoni non devono durare più di 3 minuti e possono essere di qualunque genere musicale ed eseguite in qualunque lingua senza essere necessariamente la lingua ufficiale del paese rappresentato. Testi, musica, coreografie e scenografie non possono avere connotazione politica e non devono avere un contenuto &#8220;controverso&#8221;, per esempio sono vietati gli animali.</p>
<p>Per permettere a tutte le nazioni partecipanti di esibirsi sono previste due semifinali ed alla finale accedono i cosiddetti Big Four (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) per il loro maggiore contributo finanziario ed il paese ospitante, vincitore della precedente competizione. Il televoto è permesso in tutte le serate e a tutte le nazioni patecipanti, comprese quelle che non hanno accesso alla finale.</p>
<p>Questo evento permette di osservare fenomeni interessanti inerenti il sistema di votazione e il gusto musicale. Accade che i paesi &#8220;vicini&#8221;, legati da affinità culturali o da buone relazioni diplomatiche si votino a vicenda, per esempio Bielorussia e Russia, o i paesi nordici come Norvegia, Svezia e Finlandia. In altri casi si assiste alla scarsa preferenza di artisti di nazioni considerate nemiche o che in passato sono state nemiche, per esempio tra Polonia e Russia. Emerge anche un terzo tipo di comportamento: quello dei voti delle minoranze di cittadini residenti all&#8217;estero che votano a favore della propria patria. Un esempio è la Germania che assegna molti punti alla Turchia: ai tedeschi non piacciano gli artisti turchi più di quelli di altre nazioni, semplicemente la comunità turca in Germania è molto numerosa.</p>
<p>La fratellanza tra i popoli è un obiettivo ancora difficile da raggiungere, ma è un valore in cui credere e questi eventi ne sono la prova.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpungolo.com/in-italia-si-dimentica-leurofestival-in-europa-si-ricorda-la-storia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La collina delle rondini</title>
		<link>http://www.ilpungolo.com/la-collina-delle-rondini/</link>
		<comments>http://www.ilpungolo.com/la-collina-delle-rondini/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 08:48:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Intropido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpungolo.com/?p=68</guid>
		<description><![CDATA[Il 10 ottobre 2009 a Zurigo, grazie alla mediazione svizzera, il Ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu e il suo corrispettivo Armeno Edward Nalbandian hanno siglato uno storico accordo riprendendo le relazioni diplomatiche e riaprendo i confini dopo un secolo di ostilità. Ora si attende la rattifica dai rispettivi parlamenti. Presenti alla cerimonia anche Hillary Clinton, Sergei Lavrov, Ministro degli Esteri  russo e Bernard Kouchner, Ministro degli Esteri francese.
Turchia e Armenia cercano di affrontare e risolvere la spinosa questione del genocidio armeno. La Turchia ha l’occasione di recuperare prestigio internazionale ed estendere la sua influenza in Caucaso. L’Armenia
ha l’opportunità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-63" title="Alessandro_Intropido" src="http://www.ilpungolo.com/wp-content/uploads/2009/10/Alessandro_Intropido.jpg" alt="Alessandro_Intropido" width="120" height="160" />Il 10 ottobre 2009 a Zurigo, grazie alla mediazione svizzera, il Ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu e il suo corrispettivo Armeno Edward Nalbandian hanno siglato uno storico accordo riprendendo le relazioni diplomatiche e riaprendo i confini dopo un secolo di ostilità. Ora si attende la rattifica dai rispettivi parlamenti. Presenti alla cerimonia anche Hillary Clinton, Sergei Lavrov, Ministro degli Esteri  russo e Bernard Kouchner, Ministro degli Esteri francese.<br />
Turchia e Armenia cercano di affrontare e risolvere la spinosa questione del genocidio armeno. La Turchia ha l’occasione di recuperare prestigio internazionale ed estendere la sua influenza in Caucaso. L’Armenia<br />
ha l’opportunità di risollevare la propria economia migliorando e incrementando gli scambi internazionali. Inoltre è un passo fondamentale per il riconoscimento del genocidio perpetrato contro di essa. Il genocidio armeno è la strada più efficace per l’accesso della Turchia nella Comunità Europea.<br />
Il governo turco sostiene che non si trattò di genocidio, ma di guerra civile durante il collasso dell’Impero Ottomano e rammenta che ci furono anche numerose vittime tra i cittadini turchi.<br />
Tsitsernakaberd, la collina delle rondini ad Erevan, ospita il monumento alle vittime ed il museo del genocidio. In prossimità dell’entrata del museo sono stati piantati i pini da alcuni presidenti e ambasciatori in memoria del genocidio. Il francese Jacques Chirac, il cardinal Tarcisio Bertone, i presidenti della Finlandia e della Polonia.<br />
Il Museo raccoglie fotografie e documenti che mostrano fosse comuni, scheletri di bambini, esseri umani stremati durante le orribili marce della morte verso il deserto siriano. Le ragazze sopravvissute furono costrette alla conversione all’Islam e tatuate in viso con segni turchi affinché non potessero fuggire. Il Monumento ospita anche le ceneri dei Giusti: il primo fu l’ufficiale tedesco Armin Wegner che raccolse le prove di questo crimine: documenti ed immagini sui sopravissuti alle marce nel deserto. Le vittime del genocidio armeno furono un milione e mezzo.<br />
A volte il monumento è visitato anche da turisti turchi: la speranza è che presto i turisti armeni possano recarsi presso le pendici dell&#8217; Ararat, la montagna sacra, dove si arenò l&#8217; arca di Noè dopo il diluvio.<br />
Vicino all’antica città armena di Ani, su un monte, i turchi hanno costruito con le pietre un’enorme scritta leggibile anche a chilometri di distanza: «Felice chi è nato in Turchia».<br />
Ci sono simboli e messaggi che meritano di essere rimossi, altri di essere conservati: quale sarà la strada più saggia per risolvere questi conflitti tra l&#8217;Islam Turco e il Cristianesimo Armeno? La laicità, la verità storica, la sensibilità dei popoli vittime delle ideologie, la tolleranza e il perdono?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpungolo.com/la-collina-delle-rondini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il massacro di Katyn</title>
		<link>http://www.ilpungolo.com/il-massacro-di-katyn/</link>
		<comments>http://www.ilpungolo.com/il-massacro-di-katyn/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 10:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Intropido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpungolo.com/?p=52</guid>
		<description><![CDATA[Il 4 settembre 2009 in occasione della Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia è stato proiettato come evento speciale il film diretto da Andrzej Waida “Katyn”. Il film è del 2007, già vincitore del Golden Globe e candidato per il 2008 all&#8217;Oscar al miglior film straniero, è stato  proiettato per la prima volta in Italia al Torino Film Festival nel novembre 2008.
Nonostante i riconoscimenti internazionali e la qualità della produzione è stato distribuito in Italia nelle sale cinematografiche di poche città (sette).
Non sono in grado di stabilire le cause di un&#8217;attività promozionale così scarsa riservate ad un film di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-63" title="Alessandro_Intropido" src="http://www.ilpungolo.com/wp-content/uploads/2009/10/Alessandro_Intropido.jpg" alt="Alessandro_Intropido" width="120" height="160" />Il 4 settembre 2009 in occasione della Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia è stato proiettato come evento speciale il film diretto da Andrzej Waida “Katyn”. Il film è del 2007, già vincitore del Golden Globe e candidato per il 2008 all&#8217;Oscar al miglior film straniero, è stato  proiettato per la prima volta in Italia al Torino Film Festival nel novembre 2008.<br />
Nonostante i riconoscimenti internazionali e la qualità della produzione è stato distribuito in Italia nelle sale cinematografiche di poche città (sette).<br />
Non sono in grado di stabilire le cause di un&#8217;attività promozionale così scarsa riservate ad un film di qualità, ma è certamente una pellicola ”scomoda” e un dubbio sulla volontà di limitarne la diffusione è più che lecito.<br />
Il film, tratto dal romanzo “Postmortem” di Andrzej Mularczyk, racconta il massacro di oltre 15.000 soldati polacchi prigionieri di guerra (almeno 8.000 erano ufficiali) avvenuto nella foresta di Katyn nel 1940 ad opera dall&#8217;Armata Rossa.<br />
L&#8217;eccidio di Katyn era solo una delle numerose iniziative attuate da Stalin nel suo piano di conquista della Polonia e miravano all&#8217;annientamento della classe dirigente e intellettuale polacca.  Il sistema di coscrizione polacco prevedeva che ogni laureato fosse arruolato come ufficiale della riserva: per Stalin uccidere gli ufficiali equivaleva ad uccidere l&#8217;intelligentia della nazione polacca.<br />
La scomodità del film è nella rivelazione che la storia scritta dai vincitori della Seconda Guerra Mondiale ha taciuto, per opportunità politica, i crimini compiuti dagli “alleati contro il Nazismo” e ancor più ha taciuto l&#8217;alleanza durata due anni tra il Nazismo tedesco ed il Comunismo russo, siglata nell&#8217;agosto 1939 con il Patto Molotov-Ribbentrop. Il Patto prevedeva la reciproca non aggressione e la spartizione della Polonia, tagliata in due dalla Vistola.<br />
Evidentemente ci sono ancora oggi delle difficoltà nello spiegare che la lotta al Nazismo non sia una costante del Comunismo. Molti conoscono i crimini e i criminali Nazisti, ma chi in Italia conosce i crimini e i criminali Comunisti?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpungolo.com/il-massacro-di-katyn/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
