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	<title>ilpungolo.com &#187; redazione</title>
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		<title>Natale 2009, alcuni consigli per una festa responsabile e ecologica</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 11:28:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Ademe, Agence de l’Environnement et de la Maîtrise de l’Energie, cioè l’Agenzia dell’ambiente e dell’energia, sta dispensando ai francesi i consigli per festeggiare il Natale, ma anche il Capodanno e il resto delle festività, con un occhio al risparmio energetico e al rispetto ambientale. Ecco i consigli.
Ghirlande e decorazioni luminose: moderate il consumo di energia.
Molta dell’energia elettrica in questo periodo viene usata per alimentare luminarie e luci di Natale. Meglio usare luci LED e lampadine a basso consumo; eventualmente limitare le decorazioni elettriche e sbizzarrirsi con la creatività usando prodotti riciclati o ottenuti dal un bel fai date; le ghirlande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Ademe, Agence de l’Environnement et de la Maîtrise de l’Energie, cioè l’Agenzia dell’ambiente e dell’energia, sta dispensando ai francesi i consigli per festeggiare il Natale, ma anche il Capodanno e il resto delle festività, con un occhio al risparmio energetico e al rispetto ambientale. Ecco i consigli.</p>
<p><strong>Ghirlande e decorazioni luminose: moderate il consumo di energia.</strong><br />
Molta dell’energia elettrica in questo periodo viene usata per alimentare luminarie e luci di Natale. Meglio usare luci LED e lampadine a basso consumo; eventualmente limitare le decorazioni elettriche e sbizzarrirsi con la creatività usando prodotti riciclati o ottenuti dal un bel fai date; le ghirlande e tutti quei Babbo Natale luminosi, le luci esterne sui balconi, le luci dell’albero è bene spegnerle prima di andare a dormire…</p>
<p><strong>Albero di Natale vero o artificiale?</strong><br />
Noi di ecoblog abbiamo provato a rispondere a questa amletica questione ma senza un buon risultato. Secondo l’Ademe un albero artificiale, sia esso in plastica, metallo o legno, ha il vantaggio di essere riusabile a lungo ma mediamente viene sostituito ogni tre anni e purtroppo è una durata troppo breve per apportare reali benefici all’ambiente. In più, solitamente è fabbricato dall’altra parte del mondo con materiali non riciclati e in condizioni lavorative che è difficile conoscere. La soluzione? Ancora una volta la creatività e delle scelte alternative: sfogliate i nostri alberi alternativi; si possono decorare le piante del salone o che si trovano in balcone o gli alberi del giardino; se invece la preferenza è rivolta agli alberi veri allora meglio scegliere uno che provenga da vivai autorizzati e ciò lo si conosce solo attraverso le etichette apposte sugli alberi.</p>
<p><strong>Albero vero con o senza radici?</strong><br />
Comprare un albero per poi ripiantarlo implica che lo si faccia pochi giorni dopo l’acquisto. Se si ha questa intenzione vale decorarlo in giardino e senza usare prodotti artificiali come la neve spray. Diversamente, meglio acquistarlo senza radici e portarlo dopo le feste al vivaio che provvederà allo smaltimento. </p>
<p><strong>Come scegliere i regali</strong><br />
Molti oggetti arrivano da paesi lontani e non sempre sono del tutto utili. E possibile farne cercando di avere un basso impatto sull’ambiente? Preferite i regali immateriali come: buoni regalo, abbonamenti al cinema, teatro ecc., biglietti per una mostra, cure di bellezza, iscrizione in palestra, abbonamento per i concerti, abbonamento per scaricare musica legalmente… l’elenco è lungo; privilegiate abcge oggetti robusti e che consumano poca energia. Per i bambini si possono scegliere giocattoli che non abbiano luci o musichette che vengono ripetute all’infinito: meno pile più rispetto per l’ambiente; preferite i giochi senza PVC che spesso è presente in bambole, i giochi per la spiaggia, giocattoli per il bagnetto ecc.; optate per oggetti in legno certificati PEFC o FSC; acquistare prodotti ecolabel; tessili, scarpe, mobili in legno, computer, carta, la scelta è consistente e per capire se i prodotti sono stati ottenuti con procedimenti che rispettano l’ambiente bisogna trovare il logo NF Environnement e l’ecolaber europeo che garantiscono la qualità del prodotto.</p>
<p><strong>Pensare agli acquisti</strong><br />
Bicicletta, gioco elettronico…sono degli acquisti importanti e numerosi siti offrono buone occasioni a seconda della qualità.</p>
<p><strong>Impacchettare i regali</strong><br />
Riciclare la carta e usarla per i fare i pacchetti. Oltre a fare economia si fa il bene del Pianeta. E dunque va bene anche creare dei pacchetti personalizzati con materiali di riciclo usando, forbici e colla. Non dimenticate che la carta dei regali va messa nel cestino della generica poiché attualmente non è possibile recuperarla.</p>
<p><strong>Consigli per i festeggiamenti e per limitare l’impatto sull’ambiente</strong><br />
Comporre un menù con prodotti di stagione e provenienti da agricoltura locale. Un frutto importato fuori stagione consuma per il suo trasporto da 10 a 20 volte in più di energia dei frutti prodotti localmente. Consultate perciò il calendario dei frutti, ortaggi e verdure di stagione. Se acquistate pesce informatevi sulle specie di stagione e su quello da acquistare con moderazione o liberamente; alcune specie sono contrassegnate dal MSC, Marine Stewardship Council, una organizzazione indipendente il cui programma di certificazione ambientale del pescato garantisce una pesca sostenibile con lo sviluppo delle specie; per gli altri alimenti si possono scegliere prodotti con i marchi che attestano il rispetto per l’ambiente o del commercio equo-solidale, come i marchi che attestano l’agricoltura biologica, commercio equosolidale; meglio acquistare i prodotti ion buoni quantitativi piuttosto che in singole confezioni; preferire per l’imballaggio le vaschette in cartone a quelle in plastica.</p>
<p><strong>Cioccolata</strong><br />
Meglio privilegiare la qualità che la quantità e preferite prodotti equosolidali.</p>
<p><strong>Come eliminate i rifiuti delle feste</strong><br />
Poiché la filiera del riciclo funziona solo se i rifiuti sono eliminati in maniera corretta conviene attenersi alle specifiche del comunque quando si vanno a differenziare i rifiuti. La guida al riciclo di ecoblog è qui, comunque ricordiamo che i rifiuti organici vanno in un contenitore per il compost; anche l’albero di Natale vero può essere tagliato e messo nella compostiera; diversamente in molti comuni è organizzata la raccolta o lo si può restituire al rivenditore.</p>
<p><strong>Trasporti</strong><br />
Meglio privilegiare quelli comuni e meno inquinanti. In questo periodo dell’anno il traffico su strada aumenta del 50% e le conseguenze sono l’aumento dell’inquinamento e delle emissioni ci CO2. Come alternativa all’auto nei tratti brevi si può usare la bicicletta. </p>
<p>Fonte: www.ecoblog.it</p>
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		<title>La Finlandia diviene il primo paese al mondo a ritenere la banda larga un diritto legale.</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 08:14:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpungolo.com/?p=115</guid>
		<description><![CDATA[Secondo il ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni Finlandese;  a partire dal prossimo mese di luglio, ogni persona in Finlandia avrà diritto ad un-megabit di connessione con la banda larga.
 La Finlandia è il primo paese al mondo a realizzare leggi che garantiscano l&#8217;accesso alla banda larga. Il governo aveva già deciso di dichiarare, una connessione a 100 Mb,  un diritto legale entro la fine del 2015.
Altri paesi europei, tra cui il Belgio e il Regno Unito stanno valutando l&#8217;opportunità di dare l&#8217;accesso alla banda larga a di tutti. La rapida crescita della tecnologia ha portato la Commissione europea a presentare una revisione della base dei servizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni Finlandese;  a partire dal prossimo mese di luglio, ogni persona in Finlandia avrà diritto ad un-megabit di connessione con la banda larga.</p>
<p> La Finlandia è il primo paese al mondo a realizzare leggi che garantiscano l&#8217;accesso alla banda larga. Il governo aveva già deciso di dichiarare, una connessione a 100 Mb,  un diritto legale entro la fine del 2015.</p>
<p>Altri paesi europei, tra cui il Belgio e il Regno Unito stanno valutando l&#8217;opportunità di dare l&#8217;accesso alla banda larga a di tutti. La rapida crescita della tecnologia ha portato la Commissione europea a presentare una revisione della base dei servizi di telecomunicazioni europei.</p>
<p>Le statistiche attuali indicano circa il 36% delle famiglie nei paesi membri dell&#8217;UE hanno hanno accesso alla rete ad alta velocità. </p>
<p>E&#8217; meraviglioso vedere l&#8217;Europa essere all&#8217;avanguardia su tale regolamentazione; e  lascia sperare che anche il nostro  paese presto possa seguirne l&#8217;esempio.</p>
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		<title>Verso il divieto universale delle MGF: un obiettivo possibile</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 09:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è chiusa il 10 novembre 2009 con l’adozione per consenso di una Dichiarazione finale la riunione ad alto livello &#8220;Dal Cairo a Ouagadougou: verso un divieto universale delle mutilazioni genitali femminili (MGF)&#8221;, organizzata dall’associazione radicale Non c’è Pace Senza Giustizia ed il governo del Burkina Faso, con il sostegno della Cooperazione Italiana e in collaborazione con l’UNOPS.
La Conferenza si è svolta con il patrocinio della First Lady del Burkina Faso, S.E. Chantal Compaoré, e ha visto la partecipazione di ministri, parlamentari e esponenti della società civile provenienti da 13 paesi dell&#8217;Africa occidentale, nonché di Gibuti, Uganda e Egitto. Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è chiusa il 10 novembre 2009 con l’adozione per consenso di una Dichiarazione finale la riunione ad alto livello &#8220;Dal Cairo a Ouagadougou: verso un divieto universale delle mutilazioni genitali femminili (MGF)&#8221;, organizzata dall’associazione radicale Non c’è Pace Senza Giustizia ed il governo del Burkina Faso, con il sostegno della Cooperazione Italiana e in collaborazione con l’UNOPS.</p>
<p>La Conferenza si è svolta con il patrocinio della First Lady del Burkina Faso, S.E. Chantal Compaoré, e ha visto la partecipazione di ministri, parlamentari e esponenti della società civile provenienti da 13 paesi dell&#8217;Africa occidentale, nonché di Gibuti, Uganda e Egitto. Lo scopo della riunione era di valutare i progressi compiuti in molti paesi e di discutere delle misure volte a rafforzare e accelerare il processo di divieto globale delle mutilazioni genitali femminili come violazione dei diritti umani.</p>
<p>Tra le sue principali raccomandazioni, la dichiarazione finale esorta non solo all&#8217;adozione di efficaci leggi nazionali che vietino le mutilazioni genitali femminili in tutti i paesi in cui sono praticate, ma anche ad una loro armonizzazione in modo che la loro applicazione e le sanzioni previste consentano di affrontare la dimensione sempre più transfrontaliera della pratica. Affrontare il problema delle MGF al livello regionale e non solo a livello nazionale è di fondamentale importanza.</p>
<p><strong>Dichiarazione di <a href="http://www.radicalparty.org/it/glossary/term/544189"><span>Emma Bonino</span></a>, Vicepresidente del Senato e fondatrice di Non c’è Pace Senza Giustizia</strong>:</p>
<p>&#8220;Uno dei risultati piu’ importanti di questa riunione é il riconoscimento ormai acquisito che sia di fondamentale importanza avere strumenti legislativi efficaci che vietino le MGF. Proprio in virtù degli incoraggianti passi avanti che si sono avuti da questo punto di vista negli ultimi cinque anni, occorre stimolare una maggiore e più coesa mobilitazione politica tra gli attivisti, i parlamentari e i governi, al fine di elaborare strategie e politiche legislative coordinate e armonizzate contro le mutilazioni genitali femminili. Come afferma la dichiarazione finale, dobbiamo anche esortare tutti gli Stati interessati ad assumere un ruolo attivo nella redazione e la promozione di una risoluzione delle Nazioni Unite focalizzata esclusivamente sulle MGF. Tale risoluzione delle Nazioni Unite contribuirebbe a creare le basi di una vera e forte alleanza internazionale per sconfiggere le mutilazioni genitali femminili e bandire una volta per tutte questa pratica&#8221;</p>
<p>Fonte: www.radicalparty.org</p>
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		<title>Nepal: all&#8217;avanguardia per i diritti di gay e transgender</title>
		<link>http://www.ilpungolo.com/nepal-allavanguardia-per-i-diritti-di-gay-e-transgender/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 11:09:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[La Corte Suprema nepalese ha emanato una storica sentenza [in] volta a proteggere i diritti della comunità omosessuale e transgender del Paese. La sentenza apre la strada ai matrimoni gay e pone fine a ogni legge discriminatoria.
Gli utenti che commentano sul sito [d'informazione sui temi dell'omosessualità] Towleroad  hanno espresso sostegno all&#8217;iniziativa nepalese. Tra questi, John, dalla California, ribadisce l&#8217;importanza della sentenza della Corte e altre modifiche normative attuate nell&#8217;intero continente asiatico a tutela dei diritti dei transessuali e delle minoranze sessuali.
“Non credo che ci saranno grosse ripercussioni in Medio Oriente o in Africa, oltre quanto già accaduto in Israele [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-57 alignleft" title="gay-rappresentativo" src="http://www.ilpungolo.com/wp-content/uploads/2009/10/gay-rappresentativo.jpg" alt="gay-rappresentativo" width="150" height="215" />La Corte Suprema nepalese ha emanato una storica sentenza [in] volta a proteggere i diritti della comunità omosessuale e transgender del Paese. La sentenza apre la strada ai matrimoni gay e pone fine a ogni legge discriminatoria.</p>
<p>Gli utenti che commentano sul sito [d'informazione sui temi dell'omosessualità] Towleroad  hanno espresso sostegno all&#8217;iniziativa nepalese. Tra questi, John, dalla California, ribadisce l&#8217;importanza della sentenza della Corte e altre modifiche normative attuate nell&#8217;intero continente asiatico a tutela dei diritti dei transessuali e delle minoranze sessuali.</p>
<p>“Non credo che ci saranno grosse ripercussioni in Medio Oriente o in Africa, oltre quanto già accaduto in Israele e Sudafrica… Penso che la battaglia per i diritti dei gay del XXI secolo si svolgerà principalmente in queste due zone del mondo. Oltre questa fantastica sentenza proveniente dal Nepal, abbiamo già potuto notare altri segnali incoraggianti provenire dal continente asiatico, dove sembra che sia finalmente possibile discutere i temi della sessualità”</p>
<p>Diversi blogger rilanciano inoltre i successi ottenuti dal movimento per i diritti dei gay, e in particolare la presenza nell&#8217;Assemblea Costituzionale del Nepal del primo omosessuale dichiarato, Sunil Pant, che è anche fondatore del gruppo Blue Diamond Society. PinkNews UK cita la reazione di Pant alla pubblicazione della sentenza:</p>
<p>“Leggere questa sentenza mi ha molto commosso: sento di essere tra i più orgogliosi cittadini LGTB (Lesbian-Gay-Bisex-Transgender) del Nepal nel mondo.</p>
<p>Gli forzi compiuti in Nepal hanno ripercussioni nei Paesi confinanti, e specialmente in India. Gli attivisti per i diritti dei transgender nella città di Bangalore (ora denominata Bengaluru) guardano alla novità del Nepal sperando che la campagna messa in atto dalla polizia cittadina contro la loro minoranza finiscano presto</p>
<p>“Le forze dell&#8217;ordine della Stazione di Polizia Banashakari (a Bengaluru) hanno insultato e aggredito (fisicamente e sessualmente) più di quaranta attivisti dei diritti umani e delle minoranze LGTB quando questi avevano protestato perchè il 20 Ottobre 2008 il comando di Giringar aveva arrestato senza motivo 5 hijras (transgender)”</p>
<p>È interessante rilevare come in Nepal l&#8217;aspetto religioso non abbia influenzato il dibattito sui diritti degli omosessuali. Il Paese è a maggioranza hindu, con un 10% di fedeli diviso tra islam, buddismo, cristianesimo e culti indigeni. Secondo alcuni, la mancata ingerenza sarebbe da attribuire all&#8217;assenza di una gerarchia rigida [in] o di una struttura di comando nella religione induista.</p>
<p>“Nel 2004, il reporter di Hinduism Today Rajiv Malik chiese a diversi swami hindu la loro opinione sul matrimonio omosessuale. I monaci espressero una vasta gamma di posizioni, positive e negative: si sentivano liberi di avere opinioni differenti. Ciò è reso possibile dala mancanza di gerarchia o di leadership nella religione induista. Come ha sottolineato Mahant Ram Puri, “L&#8217;induismo non ha un libro di regole. Abbiamo cento milioni di autorità.”</p>
<p>Negli antichi testi indù , come il Mahabharta, compaiono personaggi transgender che non vengono discriminati dalla società e persino il signore Krishna amava travestirsi per compiacere il suo amato.</p>
<p>Fonte: it.globalvoicesonline.org</p>
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		<title>Polimeri dagli anacardi</title>
		<link>http://www.ilpungolo.com/polimeri-dagli-anacardi/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 10:02:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Immaginare un mondo senza petrolio è forse ancora un&#8217;utopia, ma qualche passo nella giusta direzione si comincia a fare. Anche nel campo dell&#8217;industria chimica. Vernici, adesivi, resine, materiali isolanti, laminati, schiume, materassi e imbottiture possono infatti essere realizzati senza ricorrere all’oro nero, a minor costo, a un più basso impatto ambientale e senza sottrarre risorse ad altri mercati. Basta saper come trattare gli scarti delle industrie alimentari.
La chimica che lo permette è nota dai primi del Novecento, abbandonata proprio a causa del boom del petrolio e dei polimeri sintetici. Serviva solo qualcuno che la riscoprisse. A farlo sono stati i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-34" title="anacardi" src="http://www.ilpungolo.com/wp-content/uploads/2009/10/anacardi.jpg" alt="anacardi" width="370" height="248" />Immaginare un mondo senza petrolio è forse ancora un&#8217;utopia, ma qualche passo nella giusta direzione si comincia a fare. Anche nel campo dell&#8217;industria chimica. Vernici, adesivi, resine, materiali isolanti, laminati, schiume, materassi e imbottiture possono infatti essere realizzati senza ricorrere all’oro nero, a minor costo, a un più basso impatto ambientale e senza sottrarre risorse ad altri mercati. Basta saper come trattare gli scarti delle industrie alimentari.</p>
<p>La chimica che lo permette è nota dai primi del Novecento, abbandonata proprio a causa del boom del petrolio e dei polimeri sintetici. Serviva solo qualcuno che la riscoprisse. A farlo sono stati i ricercatori del CimtecLab, un laboratorio-azienda tutto italiano presso Area Science Park di Trieste. La storia è cominciata un paio di anni fa, quando un gruppo di ricercatori ha sviluppato la tecnologia necessaria per ottenere materiali polimerici biocompatibili dal Cnsl (Casew Nut Shell Liquid), un derivato tossico del trattamento del guscio degli anacardi. Questa sostanza è attualmente prodotta in grandi quantità in India e Vietnam, ma anche in Africa, Nigeria e Brasile, per un totale di circa un milione di tonnellate all’anno.</p>
<p>Distillando il Cnsl, i ricercatori sono riusciti a ottenere un’altra sostanza dalle caratteristiche molto interessanti, chiamata cardanolo. La tecnica di distillazione utilizzata non solo è ecologica, ma permette un alto recupero e un’elevata purezza del prodotto finale (95%). Partendo dalla struttura molecolare di base, i chimici sono stati in grado di ottenere nuove molecole attraverso passaggi di sintesi semplici ed economici. E di mettere a punto protocolli, di cui ora hanno il brevetto a livello mondiale, per creare una serie vastissima di nuove sostanze. Gli ultimi test sono terminati lo scorso 9 ottobre e molti dei derivati hanno già avuto l&#8217;approvazione dell&#8217;Unione Europea, mentre altri sono in corso di registrazione. I prodotti, che dovrebbero essere sul mercato dall’inizio del 2010, avranno il marchio Exaphen e comprendono schiume da impiegare a partire dalla fabbricazione di frigoriferi fino ad arrivare alle imbottiture, vernici per l’industria nautica e per i mobilifici, pannelli edili, sigillanti, isolanti termici. Tutti con proprietà ritardanti di fiamma (con ridotta infiammabilità), antibatteriche, anti-idrolisi (resistenti all&#8217;aggressione dell&#8217;acqua) e anti-invecchiamento.</p>
<p>Quelli del CimtecLab non sono certo i primi prodotti naturali che cercano di sostituire il petrolio. Ci si è già provato con derivati di soia e mais. Ma, rispetto a questi, i nuovi polimeri hanno caratteristiche fisiche migliori e sono più economici, senza contare il fatto che per la loro realizzazione non si attinge a potenziali risorse alimentari, ma si sfrutta un prodotto di scarto tossico. In più, lo scarto dello scarto, legnoso e secco, viene usato come rinforzo di materiali compositi. Restano alcuni punti critici: &#8220;Il prodotto finale non è biodegradabile e i reagenti intermedi derivano ancora dal petrolio&#8221;, spiega Pietro Campaner, ricercatore della New Materials Division di CimtecLab&#8221;, ma ci stiamo lavorando e stiamo anche pensando a come utilizzare gli scarti dell’industria del pesce e l’olio di sansa&#8221;.</p>
<p>Ma davvero le imprese hanno un’anima tanto ecologista da cambiare la loro filiera? “Negli Usa  l’aspetto etico influisce molto sulle scelte delle aziende”, risponde Campaner,  “mentre qui da noi la leva è ancora il prezzo: il costo di produzione di alcuni di questi nuovi composti è un terzo di quelli derivati dal petrolio”.</p>
<p>Non esiste una lista dei materiali che è possibile ottenere con questo metodo e qui sta forse l’aspetto più interessante della storia: non si vende solo il prodotto finito, ma le idee per inventarne di nuovi man mano che qualche industria ne sente il bisogno. Insomma, di necessità virtù.</p>
<p>Fonte: Tiziana Moriconi &#8211; www.galileonet.it</p>
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		<title>Il Biodiesel, il futuro ecosostenibile</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 20:48:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Biodiesel è un prodotto naturale utilizzabile come carburante in autotrazione e come combustibile nel riscaldamento, con le caratteristiche indicate rispettivamente nelle norme UNI 10946 ed UNI 10947.
• è rinnovabile, in quanto ottenuto dalla coltivazione di piante oleaginose di ampia diffusione;
• è biodegradabile, cioè se disperso si dissolve nell’arco di pochi giorni, mentre gli scarti dei consueti carburanti permangono molto a lungo;
• garantisce un rendimento energetico pari a quello dei carburanti e dei combustibili minerali ed un’ottima affidabilità nelle prestazioni dei veicoli e degli impianti di riscaldamento.
n confronto con il gasolio, il Biodiesel determina numerosi effetti positivi per l’ambiente:
• non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Biodiesel è un prodotto naturale utilizzabile come carburante in autotrazione e come combustibile nel riscaldamento, con le caratteristiche indicate rispettivamente nelle norme UNI 10946 ed UNI 10947.<br />
• è rinnovabile, in quanto ottenuto dalla coltivazione di piante oleaginose di ampia diffusione;<br />
• è biodegradabile, cioè se disperso si dissolve nell’arco di pochi giorni, mentre gli scarti dei consueti carburanti permangono molto a lungo;<br />
• garantisce un rendimento energetico pari a quello dei carburanti e dei combustibili minerali ed un’ottima affidabilità nelle prestazioni dei veicoli e degli impianti di riscaldamento.<br />
n confronto con il gasolio, il Biodiesel determina numerosi effetti positivi per l’ambiente:<br />
• non contribuisce all’« effetto serra» poiché restituisce all’aria solo la quantità di anidride carbonica utilizzata da colza, soia e girasole durante la loro crescita;<br />
• riduce le emissioni di monossido di carbonio (- 35%) e di idrocarburi incombusti (- 20%) emessi nell’atmosfera;<br />
• non contenendo zolfo, il Biodiesel non produce una sostanza altamente inquinante come il biossido di zolfo e consente maggiore efficienza alle marmitte catalitiche;<br />
• diminuisce, rispetto al gasolio, la fumosità dei gas di scarico emessi dai motori diesel e dagli impianti di riscaldamento (- 70%);</p>
<p>• non contiene sostanze pericolosissime per la salute quali gli i drocarburi aromatici (benzene, toluene ed omologhi) o policiclici aromatici;<br />
• giova al motore grazie ad un superiore potere detergente che previene le incrostazioni;<br />
• non presenta pericoli, come l’autocombustione, durante la fase di trasporto e di stoccaggio;<br />
• la sua diffusione determina l’attivazione di un circuito virtuo la sua diffusione determina che promuove lo sviluppo di produzioni agricole non destinate alla alimentazione (non food), quindi non generatrici di eccedenze.</p>
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		<title>Cina, Pechino si oppone a visita del Dalai Lama nell&#8217;Arunachal Pradesh</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 20:43:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La posizione della Cina sull&#8217;Arunachal Pradesh è costante e chiara. Ci opponiamo fermamente alla visita del Dalai Lama in questa regione&#8221;.
Non lasciano spazio a dubbi le parole di Ma Zhaoxu, portavoce del ministro degli Esteri cinese.
L&#8217;Arunachal Pradesh è parte dei 90mila chilometri quadrati di territorrio indiano che la Cina rivendica come propri dai tempi della guerra himalayana del 1962. Richiesta a cui l&#8217;India risponde reclamando per sé 43mila chilometri dell&#8217;Aksai Chin, al confine con il Kashmir: una disputa tuttora irrisolta.
Il Dalai Lama, che dal 1959 vive in esilio proprio in India, è considerato un secessionista da Pechino, che vede con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-19" title="daila-lama" src="http://www.ilpungolo.com/wp-content/uploads/2009/10/daila-lama.jpg" alt="daila-lama" width="300" height="248" />&#8220;La posizione della Cina sull&#8217;Arunachal Pradesh è costante e chiara. Ci opponiamo fermamente alla visita del Dalai Lama in questa regione&#8221;.<br />
Non lasciano spazio a dubbi le parole di Ma Zhaoxu, portavoce del ministro degli Esteri cinese.<br />
L&#8217;Arunachal Pradesh è parte dei 90mila chilometri quadrati di territorrio indiano che la Cina rivendica come propri dai tempi della guerra himalayana del 1962. Richiesta a cui l&#8217;India risponde reclamando per sé 43mila chilometri dell&#8217;Aksai Chin, al confine con il Kashmir: una disputa tuttora irrisolta.<br />
Il Dalai Lama, che dal 1959 vive in esilio proprio in India, è considerato un secessionista da Pechino, che vede con &#8220;grande preoccupazione&#8221; la visita prevista per metà novembre.</p>
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