<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ilpungolo.com &#187; Ambiente</title>
	<atom:link href="http://www.ilpungolo.com/category/ambiente/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ilpungolo.com</link>
	<description>Siamo tutti in una fogna, ma noi guardiamo le stelle</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Feb 2010 10:10:23 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Natale 2009, alcuni consigli per una festa responsabile e ecologica</title>
		<link>http://www.ilpungolo.com/natale-2009-alcuni-consigli-per-una-festa-responsabile-e-ecologica/</link>
		<comments>http://www.ilpungolo.com/natale-2009-alcuni-consigli-per-una-festa-responsabile-e-ecologica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 11:28:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpungolo.com/?p=141</guid>
		<description><![CDATA[L’Ademe, Agence de l’Environnement et de la Maîtrise de l’Energie, cioè l’Agenzia dell’ambiente e dell’energia, sta dispensando ai francesi i consigli per festeggiare il Natale, ma anche il Capodanno e il resto delle festività, con un occhio al risparmio energetico e al rispetto ambientale. Ecco i consigli.
Ghirlande e decorazioni luminose: moderate il consumo di energia.
Molta dell’energia elettrica in questo periodo viene usata per alimentare luminarie e luci di Natale. Meglio usare luci LED e lampadine a basso consumo; eventualmente limitare le decorazioni elettriche e sbizzarrirsi con la creatività usando prodotti riciclati o ottenuti dal un bel fai date; le ghirlande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Ademe, Agence de l’Environnement et de la Maîtrise de l’Energie, cioè l’Agenzia dell’ambiente e dell’energia, sta dispensando ai francesi i consigli per festeggiare il Natale, ma anche il Capodanno e il resto delle festività, con un occhio al risparmio energetico e al rispetto ambientale. Ecco i consigli.</p>
<p><strong>Ghirlande e decorazioni luminose: moderate il consumo di energia.</strong><br />
Molta dell’energia elettrica in questo periodo viene usata per alimentare luminarie e luci di Natale. Meglio usare luci LED e lampadine a basso consumo; eventualmente limitare le decorazioni elettriche e sbizzarrirsi con la creatività usando prodotti riciclati o ottenuti dal un bel fai date; le ghirlande e tutti quei Babbo Natale luminosi, le luci esterne sui balconi, le luci dell’albero è bene spegnerle prima di andare a dormire…</p>
<p><strong>Albero di Natale vero o artificiale?</strong><br />
Noi di ecoblog abbiamo provato a rispondere a questa amletica questione ma senza un buon risultato. Secondo l’Ademe un albero artificiale, sia esso in plastica, metallo o legno, ha il vantaggio di essere riusabile a lungo ma mediamente viene sostituito ogni tre anni e purtroppo è una durata troppo breve per apportare reali benefici all’ambiente. In più, solitamente è fabbricato dall’altra parte del mondo con materiali non riciclati e in condizioni lavorative che è difficile conoscere. La soluzione? Ancora una volta la creatività e delle scelte alternative: sfogliate i nostri alberi alternativi; si possono decorare le piante del salone o che si trovano in balcone o gli alberi del giardino; se invece la preferenza è rivolta agli alberi veri allora meglio scegliere uno che provenga da vivai autorizzati e ciò lo si conosce solo attraverso le etichette apposte sugli alberi.</p>
<p><strong>Albero vero con o senza radici?</strong><br />
Comprare un albero per poi ripiantarlo implica che lo si faccia pochi giorni dopo l’acquisto. Se si ha questa intenzione vale decorarlo in giardino e senza usare prodotti artificiali come la neve spray. Diversamente, meglio acquistarlo senza radici e portarlo dopo le feste al vivaio che provvederà allo smaltimento. </p>
<p><strong>Come scegliere i regali</strong><br />
Molti oggetti arrivano da paesi lontani e non sempre sono del tutto utili. E possibile farne cercando di avere un basso impatto sull’ambiente? Preferite i regali immateriali come: buoni regalo, abbonamenti al cinema, teatro ecc., biglietti per una mostra, cure di bellezza, iscrizione in palestra, abbonamento per i concerti, abbonamento per scaricare musica legalmente… l’elenco è lungo; privilegiate abcge oggetti robusti e che consumano poca energia. Per i bambini si possono scegliere giocattoli che non abbiano luci o musichette che vengono ripetute all’infinito: meno pile più rispetto per l’ambiente; preferite i giochi senza PVC che spesso è presente in bambole, i giochi per la spiaggia, giocattoli per il bagnetto ecc.; optate per oggetti in legno certificati PEFC o FSC; acquistare prodotti ecolabel; tessili, scarpe, mobili in legno, computer, carta, la scelta è consistente e per capire se i prodotti sono stati ottenuti con procedimenti che rispettano l’ambiente bisogna trovare il logo NF Environnement e l’ecolaber europeo che garantiscono la qualità del prodotto.</p>
<p><strong>Pensare agli acquisti</strong><br />
Bicicletta, gioco elettronico…sono degli acquisti importanti e numerosi siti offrono buone occasioni a seconda della qualità.</p>
<p><strong>Impacchettare i regali</strong><br />
Riciclare la carta e usarla per i fare i pacchetti. Oltre a fare economia si fa il bene del Pianeta. E dunque va bene anche creare dei pacchetti personalizzati con materiali di riciclo usando, forbici e colla. Non dimenticate che la carta dei regali va messa nel cestino della generica poiché attualmente non è possibile recuperarla.</p>
<p><strong>Consigli per i festeggiamenti e per limitare l’impatto sull’ambiente</strong><br />
Comporre un menù con prodotti di stagione e provenienti da agricoltura locale. Un frutto importato fuori stagione consuma per il suo trasporto da 10 a 20 volte in più di energia dei frutti prodotti localmente. Consultate perciò il calendario dei frutti, ortaggi e verdure di stagione. Se acquistate pesce informatevi sulle specie di stagione e su quello da acquistare con moderazione o liberamente; alcune specie sono contrassegnate dal MSC, Marine Stewardship Council, una organizzazione indipendente il cui programma di certificazione ambientale del pescato garantisce una pesca sostenibile con lo sviluppo delle specie; per gli altri alimenti si possono scegliere prodotti con i marchi che attestano il rispetto per l’ambiente o del commercio equo-solidale, come i marchi che attestano l’agricoltura biologica, commercio equosolidale; meglio acquistare i prodotti ion buoni quantitativi piuttosto che in singole confezioni; preferire per l’imballaggio le vaschette in cartone a quelle in plastica.</p>
<p><strong>Cioccolata</strong><br />
Meglio privilegiare la qualità che la quantità e preferite prodotti equosolidali.</p>
<p><strong>Come eliminate i rifiuti delle feste</strong><br />
Poiché la filiera del riciclo funziona solo se i rifiuti sono eliminati in maniera corretta conviene attenersi alle specifiche del comunque quando si vanno a differenziare i rifiuti. La guida al riciclo di ecoblog è qui, comunque ricordiamo che i rifiuti organici vanno in un contenitore per il compost; anche l’albero di Natale vero può essere tagliato e messo nella compostiera; diversamente in molti comuni è organizzata la raccolta o lo si può restituire al rivenditore.</p>
<p><strong>Trasporti</strong><br />
Meglio privilegiare quelli comuni e meno inquinanti. In questo periodo dell’anno il traffico su strada aumenta del 50% e le conseguenze sono l’aumento dell’inquinamento e delle emissioni ci CO2. Come alternativa all’auto nei tratti brevi si può usare la bicicletta. </p>
<p>Fonte: www.ecoblog.it</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpungolo.com/natale-2009-alcuni-consigli-per-una-festa-responsabile-e-ecologica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rovigo investe sul biodiesel</title>
		<link>http://www.ilpungolo.com/rovigo-investe-sul-biodiesel/</link>
		<comments>http://www.ilpungolo.com/rovigo-investe-sul-biodiesel/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 10:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Virgilio Venezia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpungolo.com/?p=105</guid>
		<description><![CDATA[Aumentano le realtà locali si danno da fare per cercare di riuscire a ridurre i costi e migliorare l&#8217;ambiente utilizzando quelle energie alternative che il governo continua a snobbare, bollandole come inefficienti e costose.
Dopo le centrali solari piemontesi, le illuminazioni a LED di Scandiano (RE), segnalo un progetto decisamente interessante per utilizzare al meglio il biodiesel.
Questo progetto si chiama &#8220;Biodiesel dal tuo olio di cucina&#8221; che nasce dalla collaborazione tra il Comune di Rovigo, ASM Rovigo SpA (l&#8217;Azienda di proprietà comunale che gestisce tra l’altro il ciclo dei rifiuti) ed alcune aziende private del circondario. Esso consiste nella creazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-12" title="tmb_33592417" src="http://www.ilpungolo.com/wp-content/uploads/2009/10/tmb_33592417.jpg" alt="tmb_33592417" width="130" height="160" />Aumentano le realtà locali si danno da fare per cercare di riuscire a ridurre i costi e migliorare l&#8217;ambiente utilizzando quelle energie alternative che il governo continua a snobbare, bollandole come inefficienti e costose.<br />
Dopo le centrali solari piemontesi, le illuminazioni a LED di Scandiano (RE), segnalo un progetto decisamente interessante per utilizzare al meglio il biodiesel.</p>
<p>Questo progetto si chiama &#8220;Biodiesel dal tuo olio di cucina&#8221; che nasce dalla collaborazione tra il Comune di Rovigo, ASM Rovigo SpA (l&#8217;Azienda di proprietà comunale che gestisce tra l’altro il ciclo dei rifiuti) ed alcune aziende private del circondario. Esso consiste nella creazione di un ciclo chiuso che, a partire dalla raccolta degli oli alimentari esausti (sia dalle utenze domestiche che da quelle professionali) ed attraverso un processo di trattamento, ne consenta il riutilizzo, sotto forma di biodiesel, sui mezzi di ASM Rovigo SpA. L’iniziativa nasce quindi come un progetto integrato di mobilità sostenibile e di corretta gestione dei rifiuti. A regime, si prevede di chiudere il riciclo dell’olio, cercando di raggiungere l’autosufficienza di alimentazione per i mezzi della Divisione Ambiente di ASM.<br />
Si tratta di un progetto che si propone di ottimizzare azioni già in parte attuate, come la raccolta degli oli di cucina esausti, massimizzandola per quantità e capillarità sulle utenze domestiche, e si va ad aggiungere alle azioni di sviluppo di basse emissioni in corso di attuazione, come l’impiego nella flotta ASM di veicoli Euro 5, a metano, elettrici.<br />
Il progetto è fortemente integrato, perché riunisce una serie di operatori sul territorio, ciascuno attivo per singole fasi del ciclo, raccolta, trasporto, raffinazione, trasformazione e utilizzo.</p>
<p><strong>GLI OLI ALIMENTARI ESAUSTI</strong><br />
Sarebbe più corretto parlare di oli e grassi alimentari esausti, in quanto ai fini di questo progetto possono essere utilizzati tutti gli oli vegetali scarto dalle operazioni di cottura (olio di oliva, di semi etc.) ma anche l’olio crudo di conserva e i grassi vegetali ed animali (burro, margarina) di origine domestica e non.<br />
Si stima comunemente che la produzione media pro capite di queste sostanze ammonti a circa 4 kg/anno, quindi per una città come Rovigo possiamo considerare una produzione di circa 200 tonnellate/anno, che potrebbero essere avviate a trattamento e riciclo o recupero. Si deve tener presente,<br />
infatti, che questi prodotti, se sversati nell’ambiente sono altamente inquinanti, e se smaltiti nella rete fognaria comportano pesanti oneri di depurazione.</p>
<p><strong>IL PROGETTO</strong><br />
I primi obiettivi che il Comune ed ASM si sono posti sono i seguenti:<br />
- Verificare la sostenibilità ambientale dell’iniziativa:<br />
1. Sviluppare la raccolta degli oli alimentari esausti a Rovigo (misura ambientale contro l’inquinamento delle acque);<br />
2. Utilizzare il biodiesel sui mezzi di ASM Divisione Ambiente (misura ambientale contro l’inquinamento atmosferico);<br />
3. Creare un collegamento tra raccolta degli oli, produzione del biodiesel e riutilizzo nei mezzi di igiene ambientale a Rovigo (misura finalizzata a ridurre l’impatto ambientale delle filiere);<br />
- Verificarne la possibile autosufficienza: raggiungere con la raccolta di oli le necessità di alimentazione di ASM;<br />
- Verificarne la sostenibilità economica: raggiungere la competitività con l’utilizzo di carburante minerale minimizzando i costi industriali delle attività.<br />
Come s’è detto, la raccolta degli oli esausti non è di per sé una novità. Già dal 2005 presso l’Ecocentro era disponibile un contenitore per la raccolta degli oli alimentari esausti; oggi sono attivi undici punti di raccolta fissi (Ecocentro, sede di ASM in via Dante Alighieri, parcheggio Multipiano di piazzale Di Vittorio e 8 “punti olio” ubicati nei parcheggi di alcuni supermercati e centri commerciali che hanno aderito all’iniziativa) e periodicamente 1 punto itinerante (EcoCamion).<br />
Dal 2006 sono in distribuzione gratuita le pratiche tanichette da 5,5 litri (la campagna è stata lanciata in occasione dell’apertura dell’ecocentro rinnovato, con un pieghevole che è stato recapitato in tutte le abitazioni). Attualmente le famiglie che utilizzano le tanichette sono circa 2.800.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpungolo.com/rovigo-investe-sul-biodiesel/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Biodiesel: produciamolo in casa</title>
		<link>http://www.ilpungolo.com/biodiesel-produciamolo-in-casa/</link>
		<comments>http://www.ilpungolo.com/biodiesel-produciamolo-in-casa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 09:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Virgilio Venezia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpungolo.com/?p=72</guid>
		<description><![CDATA[Come scritto qualche articolo fa, il biodiesel può rappresentare una validissima alternativa all&#8217;utilizzo del diesel derivante dal petrolio;
ma la caratteristisca più interessante è quella di poterselo fare &#8220;in casa&#8221;.
In concreto ci vorrebbe 0,1 litro di metanolo e circa 3,5g di soda caustica (NaOH) per ogni litro di olio fresco.
Ma siccome ogni reazione tende ad un equilibrio e noi vogliamo che tutto l’olio sia trasformato e non solo una parte si usa un eccesso di alcool per spingere la reazione verso la totale conversione.
Quindi la ricetta è :
X litri di olio fresco,  0,2*X litri di metanolo, 3,5*X grammi di soda caustica.
Volendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-12" title="tmb_33592417" src="http://www.ilpungolo.com/wp-content/uploads/2009/10/tmb_33592417.jpg" alt="tmb_33592417" width="130" height="160" />Come scritto qualche articolo fa, il biodiesel può rappresentare una validissima alternativa all&#8217;utilizzo del diesel derivante dal petrolio;<br />
ma la caratteristisca più interessante è quella di poterselo fare &#8220;in casa&#8221;.<br />
In concreto ci vorrebbe 0,1 litro di metanolo e circa 3,5g di soda caustica (NaOH) per ogni litro di olio fresco.<br />
Ma siccome ogni reazione tende ad un equilibrio e noi vogliamo che tutto l’olio sia trasformato e non solo una parte si usa un eccesso di alcool per spingere la reazione verso la totale conversione.<br />
Quindi la ricetta è :<br />
X litri di olio fresco,  0,2*X litri di metanolo, 3,5*X grammi di soda caustica.</p>
<p>Volendo si può usare anche l’olio usato in cucina dopo la frittura, ma in tal caso va aggiunta una aliquota in più di catalizzatore per neutralizzare gli acidi grassi liberi,e va eliminata l’acqua e le scorie di cibo eventualmente presenti.<br />
Tale aliquota si calcola con un metodo detto titolazione, per il quale vi rimando sempre al sito che vi ho segnalato sopra.<br />
In linea di massima con olii non troppo usati la dose totale di NaOH è circa 6,25g per litro.<br />
Siccome il metanolo non è facile da reperire, ed è soggetto a controlli, dopo gli avvelenamenti del vino di alcuni anni fa (il metanolo è un composto tossico per contatto e ingestione e va usato con le dovute cautele e precauzioni!), ho pensato che la cosa poteva essere più semplice usando il comune etanolo (il classico alcool rosa che usiamo tutti per disinfettare e pulire).<br />
L’etanolo è inoltre di origine biologica e non è tossico come il metanolo, si trova ovunque e non ha particolari precauzioni d’uso, se non quelle che già conosciamo per esperienza comune.<br />
Come al solito però c’è un rovescio della medaglia: l’alcool deve essere assolutamente anidro (quindi quello a 90° e 95° gradi non vanno bene, pena l’insuccesso) perché l’acqua parassita la reazione, bloccandola, e promuovendo una reazione di saponificazione manda tutto a monte.<br />
Quindi bisogna procurarsi dell’alcool etilico assoluto (99,9%) che è più difficile da trovare e costa<br />
più caro.Una volta trovato bisogna usare più catalizzatore (7g/litro di olio contro i 3,5g/litro per il metanolo); ci vuole anche una maggiore quantità di alcool (27,5% contro il 20% dell’olio con il metanolo).<br />
Le modalità di processo prevedono che prima si mescoli l’alcool con il catalizzatore, avviando la reazione tra i due, che forma un intermedio reattivo (il metossido di sodio, o l’etossido a seconda dell’alcool). Successivamente si uniscono il metossido e l’olio, a una temperatura tra i 35 e i 60°C (optimum a 45-50°C) agitando il tutto per circa un’ora. Per il procedimento vi rimando a questo sito in inglese molto esaustivo <a href="http://www.journeytoforever.org">http://www.journeytoforever.org</a></p>
<p>Per i più pigri però esistono alternative più &#8220;commerciali&#8221;, nel seguente link potreste comprare un &#8220;produttore di biodiesel casalingo&#8221; ad un prezzo direi più accettabile <a href="http://www.homebiodieselkits.com">http://www.homebiodieselkits.com</a>.</p>
<p>Però esiste un &#8220;dettaglio&#8221; da non trascurare;  usando un carburante &#8220;fai da te&#8221; di qualsivoglia natura non ci si pagano le accise (che sarebbero le tasse sui carburanti), per cui, anche se animati dai migliori propositi, si è a tutti gli effetti degli evasori fiscali, che è un reato perseguibile e quindi questa pratica è illegale.<br />
Inutile dire che se solo fosse possibile reperire il biodiesel alle pompe il problema sarebbe risolto.<br />
Una proposta alternativa potrebbe essere quella di costituirsi in Gruppi di Acquisto Solidali i cosiddetti GAS o Cooperativa, in modo di ammortizzare i costi, e per non incorrere in sanzioni iscriversi come produttori di carburanti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpungolo.com/biodiesel-produciamolo-in-casa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fotovoltaico: verso una nuova alba</title>
		<link>http://www.ilpungolo.com/fotovoltaico-verso-una-nuova-alba/</link>
		<comments>http://www.ilpungolo.com/fotovoltaico-verso-una-nuova-alba/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 10:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Virgilio Venezia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpungolo.com/?p=65</guid>
		<description><![CDATA[Devo dire che sono rimasto abbastanza perplesso, nel scoprire che, in questo periodo in cui si parla di come rendere il nostro paese più indipendente energeticamente, sia passata pressochè clandestinamente (escluso il giornale &#8220;La Stampa&#8221; ) questa notizia, che porta sicuramente una visione &#8220;illuminata&#8221; ed alternativa al nucleare che sta andando così di moda.
L’8 ottobre è stato siglato un accordo tra la Regione Piemonte e la società multinazionale spagnola OPDE per la realizzazione di 17 centrali fotovoltaiche, per una potenza complessiva installata di circa 75 MWp.  La OPDE è un’impresa specializzata nello sviluppo e nella realizzazione di impianti fotovoltaici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-12" title="tmb_33592417" src="http://www.ilpungolo.com/wp-content/uploads/2009/10/tmb_33592417.jpg" alt="tmb_33592417" width="130" height="160" />Devo dire che sono rimasto abbastanza perplesso, nel scoprire che, in questo periodo in cui si parla di come rendere il nostro paese più indipendente energeticamente, sia passata pressochè clandestinamente (escluso il giornale &#8220;La Stampa&#8221; ) questa notizia, che porta sicuramente una visione &#8220;illuminata&#8221; ed alternativa al nucleare che sta andando così di moda.<br />
L’8 ottobre è stato siglato un accordo tra la Regione Piemonte e la società multinazionale spagnola OPDE per la realizzazione di 17 centrali fotovoltaiche, per una potenza complessiva installata di circa 75 MWp.  La OPDE è un’impresa specializzata nello sviluppo e nella realizzazione di impianti fotovoltaici e si rivolge al Piemonte con un ambizioso programma che propone la realizzazione di varie centrali fotovoltaiche. In una prima fase &#8211; entro il dicembre 2010 &#8211; OPDE, che dovrà ora seguire i necessari iter autorizzativi, realizzerà impianti per una potenza installata massima di 31 MWp nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo, successivamente sarà presa in esame la costruzione dei restanti impianti su altre aree del territorio.  Una volta conseguite le autorizzazioni necessarie per la realizzazione di una potenza installata non inferiore a 50 MWp, l’azienda presenterà domanda per l’installazione sul territorio regionale di un sito per la produzione di inseguitori solari, annesso a un magazzino per la distribuzione di componenti fotovoltaici su scala nazionale ed a un centro di ricerca e studio sulle tecnologie per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili. Il sito produttivo dovrà rimanere in esercizio per un tempo minimo di 20 anni come centro specializzato per la manutenzione e l’esercizio dei parchi solari realizzati in Piemonte e nel resto d’Italia.  Il Piemonte è al quarto posto in Italia per potenza di impianti fotovoltaici, un risultato raggiunto in pochi anni partendo da zero. Con questo accordo si gettano le basi per un ulteriore incremento, con significative ricadute dal punto di vista economico ed occupazionale. Entro la fine dell’anno il Piemonte diventerà la prima regione d’Italia per potenza installata (30Mwp) per centrali solari.<br />
L&#8217;importanza della notizia, sta proprio nel fatto che non è un ennessimo incentivo fornito ai cittadini per passare al fotovoltaico o un altra forma di energia alternativa , ma è una svolta concreta verso una politica energetica del tutta nuova fatta da un&#8217;amministrazione. Mi auguro che su queste basi il discorso possa estendersi anche verso i carburanti per autrazione privilegiando quelli che come il Biodiesel riducono la dipendenza dal petrolio e l&#8217;inquinamento, senza la necessità di modificare il motore delle auto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpungolo.com/fotovoltaico-verso-una-nuova-alba/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Biodiesel, il futuro ecosostenibile</title>
		<link>http://www.ilpungolo.com/il-biodiesel-il-futuro-ecosostenibile/</link>
		<comments>http://www.ilpungolo.com/il-biodiesel-il-futuro-ecosostenibile/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 20:48:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpungolo.com/?p=23</guid>
		<description><![CDATA[Il Biodiesel è un prodotto naturale utilizzabile come carburante in autotrazione e come combustibile nel riscaldamento, con le caratteristiche indicate rispettivamente nelle norme UNI 10946 ed UNI 10947.
• è rinnovabile, in quanto ottenuto dalla coltivazione di piante oleaginose di ampia diffusione;
• è biodegradabile, cioè se disperso si dissolve nell’arco di pochi giorni, mentre gli scarti dei consueti carburanti permangono molto a lungo;
• garantisce un rendimento energetico pari a quello dei carburanti e dei combustibili minerali ed un’ottima affidabilità nelle prestazioni dei veicoli e degli impianti di riscaldamento.
n confronto con il gasolio, il Biodiesel determina numerosi effetti positivi per l’ambiente:
• non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Biodiesel è un prodotto naturale utilizzabile come carburante in autotrazione e come combustibile nel riscaldamento, con le caratteristiche indicate rispettivamente nelle norme UNI 10946 ed UNI 10947.<br />
• è rinnovabile, in quanto ottenuto dalla coltivazione di piante oleaginose di ampia diffusione;<br />
• è biodegradabile, cioè se disperso si dissolve nell’arco di pochi giorni, mentre gli scarti dei consueti carburanti permangono molto a lungo;<br />
• garantisce un rendimento energetico pari a quello dei carburanti e dei combustibili minerali ed un’ottima affidabilità nelle prestazioni dei veicoli e degli impianti di riscaldamento.<br />
n confronto con il gasolio, il Biodiesel determina numerosi effetti positivi per l’ambiente:<br />
• non contribuisce all’« effetto serra» poiché restituisce all’aria solo la quantità di anidride carbonica utilizzata da colza, soia e girasole durante la loro crescita;<br />
• riduce le emissioni di monossido di carbonio (- 35%) e di idrocarburi incombusti (- 20%) emessi nell’atmosfera;<br />
• non contenendo zolfo, il Biodiesel non produce una sostanza altamente inquinante come il biossido di zolfo e consente maggiore efficienza alle marmitte catalitiche;<br />
• diminuisce, rispetto al gasolio, la fumosità dei gas di scarico emessi dai motori diesel e dagli impianti di riscaldamento (- 70%);</p>
<p>• non contiene sostanze pericolosissime per la salute quali gli i drocarburi aromatici (benzene, toluene ed omologhi) o policiclici aromatici;<br />
• giova al motore grazie ad un superiore potere detergente che previene le incrostazioni;<br />
• non presenta pericoli, come l’autocombustione, durante la fase di trasporto e di stoccaggio;<br />
• la sua diffusione determina l’attivazione di un circuito virtuo la sua diffusione determina che promuove lo sviluppo di produzioni agricole non destinate alla alimentazione (non food), quindi non generatrici di eccedenze.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpungolo.com/il-biodiesel-il-futuro-ecosostenibile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
