In Italia si dimentica l’Eurofestival, in Europa si ricorda la Storia.
Scritto da: Alessandro Intropido | Categoria: Commenti
Dal 1956 esiste l’Eurofestival più conosciuto all’estero come Eurovision Song Contest. Il Festival di Sanremo ispirò questa manifestazione, ma in Italia il concorso si tenne due volte: a Napoli nel 1965 e a Roma nel 1991. La prossima edizione del 2010 sarà disputata a Oslo in Norvegia grazie alla vittoria di Alexander Rybak dell’edizione 2009 a Mosca.
Alla prima edizione del 1956 in Svizzera parteciparono sette paesi europei: il Belgio, la Francia, la Germania Ovest, l’Italia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi e la Svizzera. Nelle edizioni successive i partecipanti aumentarono fino ad ospitare paesi non europei come Israele e il Marocco.
In seguito alla caduta del muro di Berlino si aggiunsero anche molti paesi dell’ex blocco sovietico. All’edizione del 2005 hanno partecipato 39 paesi, ma tra questi l’Italia non c’era: l’ultima partecipazione al concorso risale al 1997. Gareggia anche la Repubblica di San Marino, la cui rete televisiva è partecipata dalla RAI. L’Italia tuttavia sembra continuare a non mostrare interesse per l’evento e preferisce i cantanti di “X Factor” e “Amici di Maria De Filippi”.
L’Italia ha ottenuto due vittorie, nel 1964 con Gigliola Cinquetti e nel 1990 con Toto Cutugno. L’Eurofestival in Italia molti lo hanno dimenticato e alle nuove generazioni è sconosciuto. Nel resto d’Europa invece è ancora un evento e la sua diretta televisiva è la trasmissione “non sportiva” più vista nel mondo ad eccezione di Cina e India.
I paesi che partecipano all’Eurofestival possono selezionare cantanti senza vincoli di nazionalità , come ha fatto la Svizzera nel 1988 con la cantante canadese Céline Dion. Le modalità di selezione sono libere: alcuni paesi eseguono una selezione interna, in altri viene organizzata un’apposita competizione.
Le canzoni non devono durare più di 3 minuti e possono essere di qualunque genere musicale ed eseguite in qualunque lingua senza essere necessariamente la lingua ufficiale del paese rappresentato. Testi, musica, coreografie e scenografie non possono avere connotazione politica e non devono avere un contenuto “controverso”, per esempio sono vietati gli animali.
Per permettere a tutte le nazioni partecipanti di esibirsi sono previste due semifinali ed alla finale accedono i cosiddetti Big Four (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) per il loro maggiore contributo finanziario ed il paese ospitante, vincitore della precedente competizione. Il televoto è permesso in tutte le serate e a tutte le nazioni patecipanti, comprese quelle che non hanno accesso alla finale.
Questo evento permette di osservare fenomeni interessanti inerenti il sistema di votazione e il gusto musicale. Accade che i paesi “vicini”, legati da affinità culturali o da buone relazioni diplomatiche si votino a vicenda, per esempio Bielorussia e Russia, o i paesi nordici come Norvegia, Svezia e Finlandia. In altri casi si assiste alla scarsa preferenza di artisti di nazioni considerate nemiche o che in passato sono state nemiche, per esempio tra Polonia e Russia. Emerge anche un terzo tipo di comportamento: quello dei voti delle minoranze di cittadini residenti all’estero che votano a favore della propria patria. Un esempio è la Germania che assegna molti punti alla Turchia: ai tedeschi non piacciano gli artisti turchi più di quelli di altre nazioni, semplicemente la comunità turca in Germania è molto numerosa.
La fratellanza tra i popoli è un obiettivo ancora difficile da raggiungere, ma è un valore in cui credere e questi eventi ne sono la prova.
