Nessuno pensa ai diritti dei cittadini stranieri onesti?
Scritto da: Alessandro Intropido | Categoria: Commenti
A Coccaglio, piccolo centro in provincia di Brescia, il 25 ottobre è iniziata l’operazione “White Christmas” e terminerà il 25 dicembre. La giunta leghista ha deciso di controllare i cittadini stranieri residenti con permesso di soggiorno scaduto da sei mesi: se non hanno avviato le pratiche di rinnovo la residenza viene revocata loro d’ufficio. Il controllo prevede una lettera di avviso e la successiva ispezione effettuata dalla polizia locale. In questo comune la presenza di cittadini stranieri è passata, in dieci anni, dai 177 del 1998 ai 1562 del 2008. Lavorano nei cantieri edili tra le provincie di Bergamo e di Brescia, alla nota Bialetti, alla Scab, nelle aziende artigiane e nelle officine meccaniche. Oggi la “crisi” ha ridotto le opportunità di lavoro e molti sono a casa, proprio come gli italiani. Nel caso della giunta comunale di Coccaglio sono convinto che si tratti di una trovata folkloristica anche se le ispezioni sono vere e mi chiedo cosa accadrà veramente a chi non sia risultato in regola con i documenti.
Ho contattato un caro amico italiano che vive da molti anni a Coccaglio e la sua testimonianza è di solidarietà per i cittadini stranieri e la sincera affermazione che non si tratta di un paese di xenofobi e intolleranti. Molti non sono concordi con il provvedimento adottato dal primo cittadino e nei metodi: bussare a casa la sera per eseguire l’accertamento ricorda i tristi spettri del passato.
Tuttavia si dimenticano tutti quei cittadini stranieri che per avere il permesso di soggiorno, la carta di soggiorno ed i rinnovi, sostengono lunghe file e fissano appuntamenti presso gli uffici delle Questure. Non è giusto che i cittadini che affrontano numerosi sacrifici per essere “in regola”, debbano essere trattati alla pari di coloro che invece ignorano le leggi che regolano il soggiorno in Italia. Ci sono legislazioni analoghe in tutta Europa. Conosco per esperienza diretta la lunga trafila per i documenti e le difficoltà che si incontrano quando si migra in un altro paese. I documenti, l’alloggio, il lavoro, il riconoscimento del titolo di studio, il pregiudizio della gente e le difficoltà nell’apprendere la lingua. Chi non ha mai messo il naso fuori dal proprio paese d’origine non può capire e una delle principali delusioni è proprio quella di essere una persona onesta trattata alla stregua di un delinquente comune.
Io sono a favore dei controlli e del rispetto della legge, quindi ben vengano e che ci siano tutto l’anno, ma non bisogna dimenticare che anche gli italiani devono essere controllati: chi sfrutta il lavoro irregolare e chi affitta a caro prezzo appartamenti non a norma spesso è un cittadino italiano. Non ci sono cittadini onesti e cittadini disonesti in base alla bandiera, ma in base al proprio comportamento.
In Inghilterra Gordon Brown è determinato a limitare l’afflusso di medici provenienti da paesi non europei e nessuno lo accusa di xenofobia. L’immigrazione non è un problema, è una realtà da affrontare con intelligenza e senza ipocrisie altrimenti il risultato di una politica demagogica sarà ancora la discriminazione e l’intolleranza.
