Pensiero Natalizio
Scritto da: Ada Meloni | Categoria: Commenti
Mi chiedo se sia più temibile il premier che straparla o le azioni che seguono alle sue fantasiose teorie.
Quei tanto ostentati fatti basati su accurate valutazioni della situazione economica o semplicemente sulla smania di riportare l’attenzione sulla magnificenza del suo ego.
Ora, dopo che è calato un po’ il sipario sulle sue prestazioni da sex symbol, torna ad assecondare Confindustria già tradizionalmente sostenitrice ma negli ultimi tempi un po’ dimenticata a causa dei più recenti eventi di natura più o meno morbosa, con la meravigliosa idea dell’abolizione dell’IRAP. Subito dopo l’exploit geniale dello scudo fiscale. Ottimo, che gran prova da statista.
La copertura finanziaria non è dato sapere da dove si possa ricavare, visto che l’IRAP è di competenza regionale e fa fronte normalmente alle spese sanitarie pubbliche.
Tutto questo è irrilevante , a quanto pare. Problemi che sarà poi Tremonti a dover affrontare, il quale, per inciso, non ha idea di come farvi fronte e prende le distanze. Sotto la ventilata minaccia di essere sostituito da Draghi.
Nel frattempo gli industriali esultano. Ed è quello che conta, mantenerne la loro accondiscendenza e il loro sostegno incondizionato.
E come al solito i pensionati e gli operai (a cui è appena stato rinnovato un contratto con i soliti miseri aumenti lasciati cadere dall’alto dalla Confindustria di cui sopra), gli insegnanti precari e non, i lavoratori atipici continuano a essere ignorati .
Tranne quando si pensa a loro per i tagli sull’assistenza sanitaria e sulla pubblica istruzione.
Forse addirittura meglio quando passano inosservati.
Tutto questo affinché alcuni imprenditori continuino beatamente a mantenere il loro tenore di vita, nonostante siano stati già privilegiati dall’attuazione dello scudo fiscale con cui secondo il nostro improvvisato premier economista si dovrebbe coprire l’ammanco di cassa dovuto all’abolizione dell’IRAP .
Ma mi sono persa qualcosa o abbiamo Babbo Natale al governo? Sembra che tutto sia un gioco, un’improvvisazione teatrale, ogni cosa trattata con leggerezza, senza un minimo di strategia né nelle parole sparate a raffica per vedere l’effetto che fa, e peggio ancora nelle azioni che più che sconsiderate non possono essere definite.
