Un referendum contro le moschee?
Scritto da: Ada Meloni | Categoria: Commenti
Il 29 novembre la Confederazione Elvetica è andata alle urne per decidere se vietare la costruzione di minareti sul territorio nazionale. Il referendum proposto voluto dalla destra ha sollevato un dibattito molto acceso anche a causa degli slogan e dei manifesti usati dai promotori, giudicati razzisti. Ciononostante ha vinto con larga maggioranza.
Secondo Le Temps, giornale di Ginevra, i musulmani in Svizzera sono circa 400mila, solo il 6 per cento viene da paesi arabi e appena il 10-15 per cento rispetta i precetti religiosi. Infatti, molti musulmani vengono da paesi fortemente laici come Bosnia, Kosovo, Macedonia e Turchia e infine la maggior parte di loro, più della metà, ha meno di 25 anni.
Con l’eccezione di alcuni leader della comunità, i musulmani in Svizzera sono particolarmente discreti riguardo alla loro religione e sono poco inclini a considerarla una questione pubblica. Dato che per la maggior parte si tratta di giovani, hanno un’adesione alla religione abbastanza discontinua. Un quadro molto diverso, dunque, da quello tratteggiato dai sostenitori del sì, che hanno dipinto i musulmani come degli integralisti lanciati alla conquista del territorio svizzero. “Certamente l’islam diventa una maniera di ritrovare la propria identità di fronte alle difficoltà e alle sfide dell’immigrazione. Quando i genitori vedono che a scuola i loro figli subiscono l’influenza della cultura cristiana, cercano con la religione di riaffermare i loro valori”, spiega Le Temps.
Come saranno i musulmani di domani? Influenzati dall’Arabia Saudita? O da paesi come la Turchia? “Molto dipenderà dall’intelligenza della politica e dal modello d’integrazione che le autorità svizzere sapranno proporre. Una cosa è certa: vietare la costruzione di moschee non aiuterà”, conclude il giornale.
Quindi il minareto è visto come simbolo e strumento di potere islamico e la sua esistenza stessa indurre ad invasioni e atti terroristici .
Non posso fare a meno di pensare a scenari ludici tipo ”risiko” con minareti al posto di carri armati posizionati strategicamente e casette e alberghi con mezzaluna ‘n coppa acquistati da sceicchi e nababbi a monopoli.
E penso alla “civilissima” svizzera disseminata di manifesti, orrendi peraltro, con queste inquietanti figure sepolte da un burqa nero pece.
Ottimo effetto scenico , che ha sortito il risultato voluto, risalente all’infanzia, di tornare alla paura dei mostri e dei lupi e di fantomatici crudeli uomini neri.
Una volta superati i traumi infantili siamo stati ricondotti nelle tenebre dalla destra svizzera, e non solo purtroppo. Perché ovviamente la destra italiana, a corto di idee fantasiose, ha subito risposto con plausi ed encomi.
